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Campagne Google e AI

Scopri le ultime innovative campagne Google guidate dall’AI per generare awareness e interesse.

 
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Negli ultimi anni, Google ha iniziato a rafforzare le sue soluzioni con l’Intelligenza Artificiale. Ad esempio, le soluzioni di Smart Bidding, ormai integrate in tutte le piattaforme di pubblicità digitale, si basano principalmente sul Machine Learning.

 
Nell’ultimo anno, Google ha introdotto altre innovazioni, come l’Enhanced Targeting, in cui l’AI supporta gli inserzionisti nella definizione di segmenti di target più strategici, identificando utenti ad alto potenziale che potrebbero essere esclusi dai criteri di targetizzazione standard.
 
L’interesse di Google per l’Intelligenza Artificiale non si ferma qui: alla fine del 2023, il colosso di Mountain View ha lanciato Gemini, un nuovo modello di intelligenza artificiale capace di lavorare con testi, immagini e video, che rappresenta il nucleo del chatbot Bard.
 
Inoltre, durante il NRF 2024 di New York, Google ha presentato ulteriori soluzioni per il mondo del retail. Dai chatbot personalizzati fino all’arricchimento di cataloghi e contenuti, l’obiettivo è offrire soluzioni che permettano una personalizzazione sempre maggiore.
 
 
LE CAMPAGNE GOOGLE BASATE SULL’AI:

Il primo tipo di campagna digitale completamente basata su algoritmi di Machine Learning è stata la Universal App Campaign.

Questa soluzione, disponibile esclusivamente per la promozione di app mobile, è stata la prima a automatizzare interamente il processo di pianificazione, eliminando la necessità di caricare singole inserzioni e asset.

Invece, la campagna utilizza direttamente le informazioni presenti nell’App Store, selezionando di volta in volta la giusta combinazione di asset e descrizioni per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Anche le Smart Shopping, lanciate sul mercato nel 2019, erano guidate principalmente dal Machine Learning. Queste campagne sono state recentemente sostituite dalle Performance Max, una nuova soluzione pensata per obiettivi di lower funnel.

In poco più di due anni, le Performance Max hanno già ottenuto risultati sorprendenti, con un aumento medio delle conversioni del 13%.

Alla luce di questi risultati, si è deciso di creare un tipo di campagna equivalente per perseguire obiettivi di Upper Funnel. Così sono nate le Demand Gen.


CHE COSA SONO LE CAMPAGNE DEMAND GEN?

Nella nota di presentazione delle campagne Demand Gen, vengono presentate come un’opportunità per raggiungere gli utenti su diversi canali tramite varie combinazioni di asset.

L’obiettivo delle Demand Gen è quello di generare awareness e interesse verso determinati prodotti su un pubblico che si trova a navigare nelle diverse properties di Google. In altre parole, si punta a intercettare la domanda latente e a raggiungere nuovi clienti, ovunque essi si trovino.

A questo scopo, le Demand Gen permettono di pubblicare le inserzioni sull’intero network Google, inclusi YouTube, rete Display, Gmail, Google Discovery Feed e molto altro.

Questo tipo di campagna, lanciato ad ottobre 2023, è andato a sostituire le campagne Discovery, presentandosi come una soluzione Top of Funnel, pensata per raggiungere obiettivi di Awareness e Consideration.

Queste campagne sono in grado di combinare una grande varietà di asset e descrizioni, creando diverse versioni delle inserzioni pubblicitarie.

Le Demand Gen permettono di creare una grande mole di materiale pubblicitario, partendo in realtà da pochissimi asset.

Questi asset possono poi essere presentati in tre forme diverse: immagine singola, carosello o video.

Allo stesso tempo, l’accesso in tempo reale a tutti i dati della rete Google e la loro elaborazione tramite modelli di machine learning, permette alla piattaforma di ottimizzare in tempo reale, allocando il budget in modo fluido tra i diversi siti coperti.


PRO DELLE CAMPAGNE DEMAND GEN:

  • Velocizzazione dei processi: Le Demand Gen permettono di risparmiare tempo eliminando compiti onerosi come la creazione di nuovi asset e l’allocazione del budget tra diversi canali. Questi compiti vengono gestiti automaticamente, liberando gli inserzionisti per attività più strategiche.

  • Scoperta di nuove audience: Queste campagne utilizzano audience Lookalike basate su segmenti di prima parte, con tre livelli di somiglianza (Narrow, Balanced, Broad). Il livello Narrow è il più simile alla lista originale, mentre il Broad è il più ampio e meno simile.

  • Ottimizzazione in tempo reale: Le Demand Gen sfruttano i dati del vasto network di Google per ottimizzare le campagne in tempo reale, regolando bid e budget in base alle condizioni del mercato e agli utenti intercettati.

  • Riutilizzo degli asset social: Grazie alla flessibilità delle Demand Gen, è facile riutilizzare creatività pensate per altri canali. Ad esempio, gli asset 1×1 sviluppati per Meta possono essere utilizzati nel formato carosello.

 

CONTRO DELLE CAMPAGNE DEMAND GEN:

  • Controllo Limitato: Affidarsi all’AI per le ottimizzazioni riduce il controllo degli inserzionisti sulle campagne. L’Intelligenza Artificiale opera secondo algoritmi interni, senza trasparenza, limitando la possibilità di intervento diretto.
  • Esclusione di Placement: Attualmente, non è possibile escludere specifici placement dalla delivery delle campagne, se non a livello di intero account. Ciò significa che per evitare la pubblicazione su un sito o posizionamento non desiderato, è necessario escluderlo per tutte le campagne nell’account.
  • Disponibilità Limitata a Google Ads: Le campagne Demand Gen sono attivabili solo tramite account Google Ads, nonostante sfruttino ampiamente la rete display e YouTube. Pertanto, gli inserzionisti che utilizzano Display & Video 360 devono aprire un account Google Ads e segmentare le campagne tra diverse piattaforme.
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